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Everybody Knows

Asghar Farhadi

Laura arriva da Buenos Aires con la famiglia per una celebrazione nella sua città natale. Quella che doveva essere una breve visita di famiglia verrà turbata da eventi imprevisti che cambieranno le loro vite completamente… Scene “dietro” un matrimonio: un dramma di relazioni febbrili e dinamiche familiari incandescenti.


Todos lo saben
Spagna/Francia 2018 – 2h 10′

 CANNES – Se, come abbiamo visto in 3 Faces, le indubbie difficoltà economiche e logistiche non hanno impedito a Panahi di fare cinema e, pur coi limiti evidenti della vicenda, di mantenere un rapporto profondo e genuino con la sua terra, con la sua storia e la tradizione del miglior cinema iraniano, il contrario sembra essere accaduto ad Asghar Farhadi.

Lo straordinario successo (nessuno aveva vinto 2 Oscar per il miglior film straniero a distanza di pochi anni: Una separazione e Il cliente – 2012/2016), l’internazionalizzazione, la disponibilità dei grandi attori e verosimilmente dei grandi capitali europei e hollywoodiani, sembra ne abbiano fatto seccare la vena artistica. Presentato in pompa magna a Cannes come film d’apertura, Everybody Knows è stata una delusione sotto tutti i punti di vista, un’incredibile battuta d’arresto di una fulgida parabola filmica.
In una Spagna un po’ da cartolina, da qualche parte nella regione vinicola della Rjoia, la protagonista Laura (Penelope Cruz) torna a casa dopo una assenza ventennale in occasione del matrimonio della sorella. La accompagna la figlia adolescente Irene, mentre il marito (Alejandro Darin) è rimasto in Argentina, non capiamo se per motivi di lavoro o di salute. La accoglie il clan famigliare al gran completo: padre, madre, fratelli, sorelle, e soprattutto Paco (Javier Bardem) con cui Laura (Todos lo saben!) ha avuto all’epoca un’importante storia d’amore, forse all’origine della sua scelta di andarsene. Solo che nel frattempo Paco ha fatto carriera e da semplice peone è diventato il padrone della ”finca”, le terre comprate a poco prezzo dal padre di lei, ubriacone e scialacquatore.
La situazione (e purtroppo anche il film) precipita quando, durante la interminabile festa di nozze, Irene scompare. Dovrebbe essere il tipico turning point, l’imprevisto che in tutti i film di Farhadi porta a galla i segreti e la personalità dei personaggi. Qui invece, come nel più classico e innocuo dei noir, è solo l’occasione per il dispiegarsi di una serie di meccanicistici, prevedibili avvenimenti. Cominciano ad arrivare lettere minatorie, occorre trovare una importante somma di denaro… Cosa c’è dietro? È la famiglia di Laura che vuole ricattare Paco? Quale è la relazione con un recente simile fatto di cronaca finito tragicamente?
La storia sia aggroviglia, vengono alla luce retroscena e risentimenti famigliari, fino al segreto dei segreti, quello appunto che al di là dei ricordi lega Laura a Paco. L’ispirazione è forse la stessa degli altri film del Nostro, ma lo sviluppo è completamente diverso; Todos lo saben diventa un drammone, un film di genere neanche particolarmente originale. La scrittura cinematografica di Farhadi, che era stata il suo forte, col suo rigore implacabile, la sua chirurgica consequenzialità, scade qui nei modi di un thriller un po’ pasticciato; per non parlare del finale abbastanza inverosimile. I dialoghi, altro suo punto fermo (pensiamo a quelli dei protagonisti di Una separazione davanti ai giudici!) sono spesso incongrui, melodrammatici. Ne risente ovviamente anche la recitazione, con la Cruz e Bardem spesso sopra le righe, per non dire in evidente imbarazzo. Da dimenticare.

Giovannni Martini – MCmagazine 46

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