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Balla coi lupi

Kevin Costner

Tenessee 1863. John Dunbar, tenente unionista, ottiene, quale premio per la sua azione eroica (una cavalcata “suicida” verso le truppe confederate), di essere trasferito ai confini del Nebraska dove desidera “vedere la frontiera prima che scompaia”. Arrivato a Fort Hays, in Kansas, Dunbar viene da lì spedito a Fort Sedgewick, l’avamposto più remoto. Le residue truppe di stanza hanno però abbandonato la postazione e Dunbar inizia una vita eremitica con la sola compagnia del suo cavallo Cisco e di Due Calzini (un lupo a cui la presenza umana non sembra risultare così ostile) annotando su un taccuino commenti e disegni della sua nuova esistenza. Arriverà ovviamente l’incontro con gli indiani (Sioux Lakota), dapprima diffidenti ma, con l’andrà del tempo, più disponibili, specie dopo che Dunbar si ha soccorso Alzata col pugno, una donna bianca accolta da bambina dai Sioux e rimasta vedova dopo un attacco dei rivali Pawnee. Col passare del tempo Dunbar entra in sintonia con la tribù (ottenendo in primis il rispetto dello sciamano Uccello scalzante), ne impara la lingua e le usanze, partecipa alla caccia ai bisonti, fornisce le armi per combattere i Pawnee, conquista l’amicizia di Vento nei capelli e, alla fine, anche l’amore di Alzata col pugno. Quando sopraggiunge l’inverno e la tribù deve migrare pensa bene di tornare a Fort Sedgewick per recuperare il suo diario, ma trova il campo rioccupato dall’esercito. Catturato e considerato disertore è rimandato in Kansas per la condanna a morte, ma la scorta viene sterminata dai fratelli Sioux, accorsi per salvarlo. Così John Dunbar-Balla coi lupi può riunirsi a quello che ormai considera il suo popolo, ma, preoccupato per le incombenti ritorsioni dell’esercito, decide di non seguirne il cammino e si allontana con Alzato col pugno, confidando di poter riabilitarsi grazie al taccuino che alla fine ha recuperato.

Dances With Wolves
USA 1990 (181′ – 234′ )

  È un romanzo di formazione l’opera prima di Kevin Costner che, con lo stesso spirito del suo personaggio  -conoscere la frontiera prima che scompaia, ne rinverdisce il mito, via principe perché il western non sparisca, perdendo la propria identità. La frontiera in Balla coi lupi è allora quella che separa l’aridità della civilizzazione dall’afflato panteistico dell’immersione nella natura, non è tanto cioè un confine di conquista ma un passaggio obbligato dalla presunzione antropologica della razza bianca (e conseguente sopraffazione degli indiani) alla proficua condivisione di ideali e modi di vita con i nativi pellerossa. Alle spalle del tenente John Dunbar c’è il trauma della guerra di secessione, nel background di Costner ci sono certamente film “di parte” come Piccolo grande uomo e Corvo rosso non avrai il mio scalpo, ma il pregio di questa horse opera, rivisitata e attualizzata, è il calibrato amalgama di nuove istanze profondamente umanitarie con momenti classici di avvincente spettacolarità. E la scelta di far parlare i Sioux nella loro lingua, ricorrendo ai sottotitoli,  conferisce al film un tocco di sincerità che alcune ingenuità registiche e qualche surplus di retorica non riescono ad offuscare. Un affresco epico e coinvolgente.

Ezio Leoni

NOTE
Tra le frasi che stigmatizzano l’idealizzazione del percorso di Dunbar: “non avevo mai conosciuto gente così allegra, così disponibile con i propri  simili; la prima parola che mi facevano venire in mente era armonia”
Piace pensare ad un collegamento con Sentieri selvaggi e Cavalcarono insieme; la figura di Alzata col pugno richiama Debbie e Elena,  rapite e integrate nella comunità indiana. Qui però i Sioux non sono quelli che hanno sterminato la famiglia bianca bensì coloro che hanno salvato la piccola dopo la strage perpetrata dai Pawnee
Il cavallo Sisco (ereditato dalla spedizione contro i sudisti) e Due calzini (così soprannominato per le fasce bianche sulle zampe) non sopravvivono all’avventura del loro referente umano: il primo vien ucciso dai soldati al ritorno di Dunbar al forte, il lupo diventa bersaglio dei militari della scorta mentre riportano il prigioniero nel Kansas.
Tra le sequenze suppletive presenti nella versione più lunga del film (reperibile in DVD) è significativa quella in cui i Sioux festeggiano l’uccisione dei cacciatori bianchi che avevano fatto strage di bisonti. Balla coi lupi non si sente di unirsi a loro…
 La sceneggiatura è di Michael Blake, autore del romanzo omonimo.
 7 gli oscar vinti: film, regista, sceneggiatura non originale, fotografia, montaggio, sonoro e colonna sonora

SEQUENZE:
 la caccia al bisonte
 la morte del capo Pawnee
 l’addio di Vento tra i capelli

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