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Il fiume rosso

Howard Hawks

Nel 1951 Thomas Dunson e il sodale Groot hanno raccolto ai confini del Texas Matthew, un ragazzo rimasto orfano. Quattordici anni dopo i tre, che nel Texas si sono stabiliti diventando potenti allevatori, decidono di portare il bestiame (9000 capi) al Nord, oltre il Fiume Rosso. L’idea di Dunson è di realizzare la vendita nel Missouri, ma l’impresa è ardua, alcuni cowboy disertano e l’atteggiamento tirannico di Dunson lo porta a scontrarsi con Matthew che, preso il commando, lo estromette e decide di dirigersi in Kansas. Sulla nuova pista salvano una carovana dall’attacco degli indiani (e Matthew incontra la volitiva Tess) e, sempre con l’ansia di essere raggiunti dal vendicativo Dunson, riescono alfine ad arrivare alla meta. Sarà proprio ad Abilene che si avrà il risolutivo faccia a faccia. Thomas e Matthew si affronteranno in un epico scontro a pugni nudi finché non sarà l’intervento di Tess a far sì che i due ritrovino l’armonia dell’antica amicizia.

Red River
USA 1948 (133′)


Le sterminate pianure del Texas (e del Kansas), bovini e cavalli che affollano la Pista Chisholm, gli uomini sferzati dalla polvere e dalla pioggia sono le quinte della pièce in più atti che descrive, con ritmo solenne, l’avventura del primo western di Howard Hawks.
La tormentata marcia dei cowboy di Dunson è una tappa fondamentale nella filmografia del genere non solo per l’intensità narrativa con cui Hawks descrive gli spostamenti della mandria e le tappe forzate ai bivacchi, ma per come ne fa lo sfondo funzionale ad immortalare le due anime dell’eroe del West, incarnate nelle figura di Dunson e di Matthew. Nei contrasti dei loro sentimenti e delle loro idee, nel rispetto reciproco per l’abilità nell’uso delle armi (Dunson sa leggere nello sguardo dell’avversario quando questi sta per estrarre la pistola), in quella veemente scazzottata che solo l’intraprendenza femminile può placare, c’è tutto lo spirito della frontiera, affidato alle gesta di uomini rudi, individualisti ma legati da amicizie profonde, segnati nel carattere dalle avversità del destino.
Il West di Thomas e Matthew è quello dei semplici pionieri che diventano importanti allevatori, di cowboy infaticabili che rischiano di finire sotto gli zoccoli della mandria. È un West di territori selvaggi (il treno è l’unico segnale di civiltà) ancora senza legge e sceriffi, dove il senso del dovere e la lealtà sono valori fondanti, dove un fiume diventa metafora del confine tra ciò che è lecito pretendere e ciò che è lecito imporre, tra le scelte giuste e quelle sbagliate.

Ezio Leoni

NOTE:
 La versione italiana è ridotta di circa mezz’ora, ma del film è disponibile la versione di. 133 minuti con l’integrazione delle parti mancanti in lingua originale sottotitolata
La parte di Dunson doveva essere affidata a Gary Cooper, ma questi rifiutò perché ritenne il ruolo troppo violento
A Dunson viene rinfacciato il suo dispotismo e la sua crudeltà da uno dei due cowboy disertori riportati al campo, che così conclude: “Adesso prendi la Bibbia, ci spari e poi dici la preghiera”
Nella scena della sepoltura di Dan, Hawks disse a Wayne di recitare subito le sue battute (al peggio dopo l’avrebbe doppiato); non voleva perdersi il movimento di nuvole che aveva visto arrivare


SEQUENZE:
La partenza della carovana, con i primi piani dei cowboy e le loro urla di incitamento
La mandria impazzita
La sepoltura di Dan
La mandria al guado
Matthew toglie la freccia a Tess
L’arrivo di Dunson, lo scontro con Matthew

tra gli interpreti: John Wayne, Montgomery Clift, Walter Brennan, Joanne Dru, John Ireland, Nonh Beery Jr., Harry Carey Jr.

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