A Norimberga, nel 1948, un modesto magistrato americano deve giudicare quattro “colleghi” tedeschi accusati di aver applicato, oltre la lettera, leggi palesemente inique al punto da aver consentito aberranti sperimentazioni mediche su prigionieri e favorito la persecuzione del popolo ebreo. Le prove d’accusa sono schiaccianti, ma ragioni politiche legate alla contrapposizione dei blocchi vorrebbero che la sentenza fosse “accomodata” alla ragion di stato…
movie connection
The Garden Of Earthly Delights
Nella baraccopoli di Manila un undicenne vive di espedienti e la sorella si prostituisce nella speranza di potersene andare. Quando le loro vite incrociano quella di un turista olandese, gli eventi precipitano, trascinando lo spettatore nell’inferno del quartiere a luci rosse di una delle più pericolose metropoli orientali.

Paesi Bassi/Filippine 2025 (123′))
TORINO FILM FESTIVAL 43°: Premio per il miglior film
TORINO – Giustamente premiato come miglior film al TFF43, il primo lungometraggio del regista olandese Morgan Knibbe è uno di quei film dalla cui visione si esce quantomeno frastornati, perché non cerca di compiacere, ma di scuotere lo spettatore, rivelando le contraddizioni e le ferite del mondo globalizzato, di fronte alle quali, come ammonisce una didascalia che scorre durante i titoli di testa, chiudere gli occhi equivarrebbe a condividerle.
Il suono della caduta
Una casa nella campagna settentrionale della Germania, tre epoche storiche: inizi ‘900, fine anni ’70, i giorni nostri. La vita e la ricerca dell’identità di alcune giovani donne si sviluppa in una relazione ambivalente con la morte.

Sound of Falling / In die Sonne Schauen
Germania 2025 (149′)
CANNES 78°: Premio della Giuria
TORINO – Un clima di sospensione e attesa pervade Sound of falling: lo spettatore che accetta di aderire allo sguardo e ai silenzi delle fanciulle protagoniste del film entra in una dimensione spazio-temporale del tutto particolare e vive un’esperienza quasi immersiva. È arrivata al 43TFF , dopo aver molto colpito la critica e aver ricevuto il Premio della Giuria a Cannes 2025, l’opera seconda della regista tedesca Mascha Schilinsky e il livello del Festival, fino a questo momento non entusiasmante, decisamente si alza.
Mamma ho perso l’aereo
Kevin McCallister (Macaulay Culkin), sette anni, viene dimenticato a casa dalla sua chiassosa famiglia in trasferta da Chicago a Parigi per Natale. Mentre la madre (Catherine O’Hara) tenta di raggiungerlo, ostacolata da tempeste di neve e altri imprevisti, Kevin deve fare i conti con due ladri d’appartamenti (Joe Pesci e Daniel Stern) che vogliono rapinare casa sua.

Home Alone
USA 1990 (106′)


I colori del tempo
Céline (Julia Piaton), Guy (Vincent Macaigne), Seb (Abraham Wapler) e Abdel (Zinedine Soualem), quattro cugini che non si sono mai conosciuti, sono riuniti dall’inaspettata eredità di una casa in Normandia che è rimasta chiusa dal 1944. Arrivati sul posto, ricostruiscono la vita della loro antenata Adèle Vermillard (Suzanne Lindon, figlia di Vincent e Sandrine Kiberlain), una ragazza di circa vent’anni che è vissuta lì nel 1895 prima di andare a Parigi alla ricerca della madre da cui, dopo la nascita, non ha più avuto notizie.

La venue de l’avenir
Francia 2025 (124′)


Cinque secondi
Adriano Sereni, uomo solitario e segnato da un trauma, vive isolato nelle stalle di Villa Guelfi. L’arrivo di una comunità di giovani agronomi guidata dalla contessina Matilde sconvolge la sua routine e abbatte lentamente il suo muro di misantropia. Grazie al legame nato con Matilde e al nuovo gruppo, Adriano ritrova luce e riconciliazione con il proprio passato.

Italia 2025 (105′)


Un inverno in Corea
A Sokcho la 25enne Soo-Ha, studentessa di letteratura e cameriera alla pensione Blue House, sta per sposare il fidanzato Jun-Oh. L’arrivo di Yan Kerrand, illustratore francese in cerca di un alloggio e di ispirazione per il nuovo lavoro, incrina la routine della giovane. Nel cuore dell’inverno i due instaurano un rapporto fatto di gesti minimi e scambi essenziali: comunicano in francese, condividono il cibo e l’atto del disegnare. Le domande della protagonista sulle proprie origini e su un padre francese mai conosciuto trovano un inatteso spazio di elaborazione in questo incontro.

Hiver a Sokco
Francia/Corea del Sud 2024 (104′)
BERGAMO FILM MEETING: Premio per la miglior regia


Fino alla fine del mondo. Director’s Cut
Per permettere alla moglie cieca (Jeanne Moreau) di vedere, il Dr. Farber (Max von Sydow) sviluppa una tecnica innovativa che consente di trasferire le immagini registrate nel cervello di persone vedenti direttamente nel sistema visivo di chi è non vedente. Suo figlio Sam (William Hurt), desideroso di aiutare la madre, intraprende un viaggio intorno al mondo per ripercorrere e registrare le tappe significative della sua vita, in modo da potergliele mostrare. Margot (Solveig Dommartin), una donna francese innamorata di Sam, decide di seguirlo. Tuttavia, è a sua volta seguita dallo scrittore Eugene (Sam Neill), che si dedica a documentare le sue avventure…

Bis ans Ende der Welt
Ger/Australia/Fra/USA 1991 (287′)


CORTO CHE PASSIONE 9
Ultimo schiaffo
Quello di Jure e Petra è un Natale lontano da quello rassicurante fatto di lucine, abeti e presepi. Fratello e sorella, giovani tuttofare di un isolato villaggio montagna, sono alle prese con una vita fatta di incertezze e un futuro che sembra sempre più precario. L’occasione sembra arrivare con la misteriosa scomparsa di un cane, Marlowe, e la promessa di una lauta ricompensa. Ma quella che sembra una banale ricerca si trasforma in un’avventura tragicomica costellata di continui espedienti. Leciti e meno leciti….


