Anni 40, una comunità di contadini in un paesino sulle Alpi, fra il Trentino e la Lombardia. Mentre la guerra volge al termine, l’arrivo di Pietro, un disertore siciliano, travolge la quotidianità di un insegnante e della sua famiglia, mentre Lucia, la maggiore delle sue figlie se ne innamora e decide di sposarlo. Arriverà un figlio ma il loro amore dovrà subire un amaro scherzo del destino.
Italia/Francia/Belgio (119′)
VENEZIA 81° – Leone d’argento. Gran premio della giuria
VENEZIA – C’è ancora qualcosa di sincero nel cinema italiano che va oltre il parossismo di Guadagnino (Queer) e l’ingombrante compiacersi di Sorrentino (Parthenope). Vermiglio ci trasporta in un mondo incantato dove, sotto le neve che sembra ovattare anche i rumori sordi della guerra (siamo tra il 1944 e il 1945), si animano pulsioni, sentimenti e contraddizioni dove la storia di ieri, come quella di oggi, riconosce l’essenza di luoghi, personaggi, rapporti umani.










