Testa o croce?

All’alba del XX secolo il Wild West Show di Buffalo Bill arriva a Roma per vendere agli italiani il mito della frontiera, a colpi di fucili a salve e spettacoli di cowboy. Qui, nella cornice di una gara di doma divenuta leggenda tra cowboys e butteri italiani, Rosa, giovane moglie del signorotto locale, si innamora di Santino, il buttero che vince la sfida. In seguito all’omicidio del marito, Rosa e Santino fuggono insieme, ma la giustizia, come sempre, è venduta al miglior offerente e sulla testa di Santino viene messa una grossa taglia. Con Buffalo Bill sulle loro tracce, Rosa sogna l’America, quella vera, non quella dei manifesti pubblicitari con i bisonti, ma il suo sogno dovrà fare i conti con la realtà. Perché, come in ogni ballata western che si rispetti, il destino lancia la moneta. E spesso, la verità resta sepolta sottoterra.


Italia/USA 2025 (116′)
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Mio fratello è un vichingo – The Last Viking

Anker viene rilasciato dal carcere dopo una condanna a quindici anni per rapina. A seppellire il bottino era stato Manfred, suo fratello. Solo lui sa dove si trova. Purtroppo Manfred è affetto da un disturbo mentale (è convinto di essere John Lennon!) il cui aggravarsi gli ha fatto ora dimenticare tutto. I fratelli tornano allora nella casa nella foresta della loro infanzia in un bizzarro viaggio alla ricerca del denaro, e di se stessi.


Den Sidste Viking (The Last Viking)
Danimarca 2025 (116′)

VENEZIA – The Last Viking è stato presentato alla Mostra del Cinema nella sezione Fuori Concorso, e sicuramente ha attirato buona parte del suo pubblico tra gli estimatori dell’attore Mads Mikkelsen più che tra gli amanti del cinema danese. Che il pubblico in sala fosse presente per uno o per l’altro motivo sicuramente non è rimasto deluso.

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Un anno di scuola

Settembre 2007, Trieste. Fred, diciottenne svedese esuberante e coraggiosa, arriva in città per frequentare l’ultimo anno di un Istituto Tecnico. Si ritrova a essere l’unica ragazza in una classe di soli maschi e catalizza l’attenzione di tutti, in particolare quella di tre amici: Antero, affascinante e riservato; Pasini, seduttore istrionico; Mitis, bonaccione protettivo. I tre sono legati tra loro da quando hanno memoria. L’arrivo di Fred sconvolge il loro equilibrio, mettendo a dura prova la loro amicizia. Mentre ognuno di loro la desidera segretamente per sé, Fred vuole essere ammessa nel gruppo, ma le viene chiesto continuamente di sacrificare qualcosa di sé per diventare una di loro.


Italia/Francia 2025 (102′)
VENEZIA 82°: Premio Orizzonti 
per il miglior attore

VENEZIA – A partire dal racconto omonimo di Giani Stuparich, Laura Samani riadatta la vicenda di una ragazza che si trasferisce in una nuova città e finisce in una scuola frequentata da soli maschi, aggiornando la storia dai primi anni del 1900 ai primi anni 2000. Nella versione di Samani, Fredrika, detta Fred, arriva a Trieste da Stoccolma con il padre, che avrà l’ingrato incarico di ottimizzare una impresa navale in crisi, e viene inserita in un istituto professionale in una classe tutta maschile, dove dovrà capire come muoversi per arginare gli atti di bullismo e farsi degli amici. Troverà in un terzetto composto da Antero (il sentimentale), Mitis (il pacioccone) e Pasini (lo splendido) una intesa che evolverà nel corso dell’anno..

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Motor City

Negli anni ’70 a Detroit, un romantico operaio viene incastrato da uno spietato gangster dopo essersi innamorato della sua ragazza. Dopo anni di prigione, torna con un unico obiettivo: vendicarsi.


USA 2025 (103′)

VENEZIA – All’interno della sezione Spotlight, novità della 82° Mostra del Cinema di Venezia, è stato presentato il nuovo film del regista americano Potsy Ponciroli (Old Henry) che ha subito attirato la curiosità dei cinefili con la sua definizione di film “senza dialoghi”. Nell’ambiente dei festival solitamente questa dicitura accompagna film di silenzio assordante, spesso organizzati per lunghi campi in cui gli attori si muovono flemmaticamente (come non pensare ai più celebri film di Lav Diaz) oppure drammi di paradossale complessità (come Moebius di Kim Ki-Duk).

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La voce di Hind Rajab

29 gennaio 2024. I volontari della Mezzaluna Rossa ricevono una chiamata di emergenza. Hind Rajab, una bambina di sei anni, è intrappolata in un’auto sotto attacco a Gaza, e implora di essere salvata. Mentre cercano di tenerla al telefono fanno tutto il possibile per farle arrivare un’ambulanza.


The Voice of Hind Rajab
Film edito solo in Versione Originale Sottotitolata
Tunisia/Francia 2025 (89′)
VENEZIA 82°: Leone d’argento – Gran Premio della Giuria

VENEZIA – Già dalla conferenza stampa di presentazione dell’82^ Mostra del Cinema di Venezia, quando il direttore Alberto Barbera aveva mostrato commozione nell’introdurlo, The Voice of Hind RajabThe Voice of Hind Rajab si preannunciava come il film chiave del concorso..

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Calle Malaga

La settantanovenne spagnola María Ángeles vive da sola a Tangeri, in Marocco, e si gode la sua routine quotidiana. Ma la sua vita viene sconvolta quando sua figlia arriva da Madrid per vendere l’appartamento in cui ha sempre vissuto. Determinata a rimanere, fa tutto il possibile per riavere la sua casa e i suoi beni e, inaspettatamente, riscopre l’amore e la sensualità.


Spagna 2025 (116′)
VENEZIA 82°: Premio degli Spettatori – Armani Beauty

VENEZIA – Un’anziana signora viene forzata a mettere in vendita la sua casa a Tangeri dalla figlia che necessita di denaro. Ma invece di restare in silenzio in una asettica casa di riposo, Maria Angeles decide di tornare a casa sua, ricomprare pezzo per pezzo la sua mobilia e godere il più a lungo possibile del suo mondo fatto di ricordi e di amicizie nel quartiere, ma anche aprirsi al nuovo nell’ampliare la sua rete di sostegno. Con la sua verve Maria Angeles riesce a mettere in piedi un piccolo bar clandestino, tenere sotto scacco l’agente immobiliare incaricato della vendita della casa e far innamorare l’antiquario che, da incaricato alla rivendita dei suoi preziosi oggetti, diventa il suo aiutante per rintracciarli e riportarli a casa. Tra i due sboccia un amore spontaneo e tenero, che non appare affatto ridicolo od opportunista e ci viene espresso in termini romantici e sensuali allo stesso tempo..

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Sotto le nuvole

Tra il Golfo di Napoli e il Vesuvio, la terra talvolta trema, le fumarole dei Campi Flegrei segnano l’aria. Le rovine sottostanti, le ville romane ormai subacquee, Pompei, Ercolano, raccontano un futuro che c’era, sepolto dal tempo. Sulle tracce della Storia, delle memorie del sottosuolo, in bianco e nero, una Napoli meno conosciuta si popola di vite.


Italia 2025 (115′)
VENEZIA 82°: Premio speciale della Giuria

VENEZIA – Continua la storia d’amore tra Gianfranco Rosi e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Dopo il premio Orizzonti a Below Sea Level nel 2008, per la prima volta nel 2013 il Leone d’oro era andato ad un documentario, il suo Sacro GRA. In questa 82° edizione l’ultima opera del regista, Sotto le nuvole si è aggiudicata il Premio Speciale della Giuria, che l’autore ha ricevuto sottolineando il numero di documentari presenti alla Mostra ( ben quindici) e dedicandolo a tutti coloro che fanno cinema della realtà..

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La grazia

Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica. Nessun riferimento a presidenti esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore. Vedovo, cattolico, ha una figlia, Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: deliberare sul tema del fine-vita e decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere… 


Italia 2025 (133′)
VENEZIA 82°: Coppa Volpi miglior interpretazione maschile

VENEZIA – Se molti registi hanno rappresentato a Venezia 82 il delirio del presente, Sorrentino affronta la questione a modo suo, scegliendo di mettere al centro una figura totalmente controcorrente rispetto al clima generale, il Presidente della Repubblica Mariano de Sanctis, un uomo di potere la cui dote principale è la capacità di riflessione, la più latitante attualmente.

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Bugonia

Due giovani con l’ossessione dei complotti rapiscono la potente amministratrice delegata di una grande azienda, convinti che sia un’aliena intenzionata a distruggere il pianeta Terra.


USA/Corea del Sud/Irlanda (120′)

VENEZIA – Per chi ama i classici Bugonia, il titolo del nuovo film di Yorgos Lanthimos, presentato in concorso all’ultima Mostra di Venezia, è già una promessa: ci sarà una colpa, poi un sacrificio e infine una rinascita. Il pensiero va al mito che occupa il finale del IV libro delle Georgiche di Virgilio: l’apicoltore Aristeo deve scontare la sua colpa e dalla carcassa del bue sacrificato nascerà un nuovo sciame di api. Ma Yorgos Lanthimos riesce sempre a stupirci e ci ritroviamo in una commedia dark, remake di un film sci-fi sud coreano del 2003, Save the green planet di Jang Joon-hwan.

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Frankenstein

La storia di Frankenstein segue il noto percorso tracciato da Mary Shelley: Victor Frankenstein, scienziato giovane e ambizioso, sfida la natura ricreando la vita a partire da resti umani. Ne nasce una Creatura viva, senziente, tragica e l’incontro tra creatore e creatura scatena una spirale irreversibile di dolore, abbandono e vendetta.


USA 2025 (149′)

VENEZIA – Frankenstein appare come un approdo scontato nella filmografia di Guillermo delToro, quasi la conclusione di un ciclo iniziato con Cronos e proseguito con Il labirinto del fauno e La forma dell’acqua. Del resto i “mostri” come metafore di solitudine e vulnerabilità e la dinamica padre figlio, creatore e creatura, caratterizzata da abbandono, rifiuto, identità negate hanno sempre fatto parte dell’immaginario di Del Toro, fino al più recente Pinocchio.

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